Negli ultimi mesi emerge con forza una preoccupante fotografia: l’eliminazione del sistema di rimborso dell’IVA per i turisti internazionali, introdotto dall’uscita del Regno Unito dall’UE nel 2021, continua a gravare pesantemente sull’economia del Paese.

Secondo il World Travel & Tourism Council (WTTC), solo nel 2024 si è registrata una perdita pari a 2,2 miliardi di sterline nel settore delle esportazioni turistiche, in confronto ai livelli del 2019 (The Times, wttc.org).

Tale amara conseguenza rappresenta solo una frazione del costo complessivo stimato. Studi del Centre for Economics and Business Research (CEBR), richiamati anche dal settore della moda e del commercio al dettaglio, suggeriscono perdite fino a 11 miliardi di sterline annui e circa 2 milioni di turisti in meno ogni anno (The Times).

Effetti su retail, ospitalità e PIL

  • Settore del lusso e retail: brand come Burberry, Mulberry, Watches of Switzerland, Longchamp hanno lamentato la scelta come una “pallonata contro gli stessi piedi” della competitività britannica. Il British Fashion Council e Walpole, associazione delle aziende del lusso, hanno definito l’abolizione del sistema di IVA per i turisti una decisione “crazy, wrong‑headed” (The Times).
  • Effetto a catena: la spesa mancata non riguarda solo lo shopping, ma investe interamente il turismo – ristoranti, alberghi, intrattenimento – amplificando l’impatto negativo sull’intera filiera economica (wttc.org, The Times).
  • Competitività europea: mentre Francia, Italia e Spagna mantengono ancora oggi sistemi tax-free, il Regno Unito diventa meno attraente per gli acquirenti internazionali, soprattutto statunitensi (The Times, The Guardian, The Times).

Costo economico vs risparmio fiscale

Il governo fiscale ha difeso la propria scelta citando il risparmio annuo di circa 2 miliardi di sterline dovuto all’abolizione del sistema tax-free (The Times, The Guardian, The Times). Tuttavia, questo risparmio pare essere largamente compensato – se non oltremodo superato – dalle perdite economiche complessive stimate tra i 10 e gli 11 miliardi di sterline e dalla diminuzione dell’indotto turistico (The Times, The Times, watchpro.com).

prossimi passi: inflessibilità o svolta possibile?

  • Settore privato e associazioni – tra cui Heathrow Airport, British Chamber of Commerce, Federation of Small Businesses – spingono per l’abrogazione “postuma” della tassa sul turismo e la restituzione del sistema VAT free (The Guardian). Anche Burberry e Walpole stanno promuovendo una forte pressione politica a favore.
  • Risposte governative – Tuttavia, allo stato attuale, il Tesoro non ha intenzione di reintrodurre il meccanismo, sostenendo che restano possibili forme di rimborso per i visitatori che esportano beni direttamente (The Times). Il discorso, per ora, pare fermo su una posizione “non-plan” di riforma concreta.
  • Scenari futuri – Resta aperta la possibilità di un ripensamento, forse legato a un’analisi costi-benefici guidata dall’Office for Budget Responsibility (OBR), la cui ultima fase si prevede in primavera. Ma le rilevanti pressioni del settore privato continuano a crescere, con il rischio che senza cambiamenti i danni economici si consolidino a lungo termine.

In sintesi

L’eliminazione del sistema tax-free ai turisti ha causato una contrazione della spesa estera in UK, con un impatto negativo significativo su retail, turismo e PIL. Sebbene abbia generato risparmi fiscali apparenti, il saldo economico sembra netto negativo. Con la crescente pressione dell’industria e studi indipendenti alle spalle, la partita per reintrodurre i rimborsi IVA resta aperta.


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